Pur non abitando così lontano da Torino ci capita di rado di visitarla davvero con lo spirito del turista
Questa città, considerata per molto tempo grigia ed anonima per via della sua forte caratterizzazione industriale, negli ultimi anni, a partire dalle Olimpiadi invernali del 2006, ha saputo rinnovarsi, scuotersi dal torpore e diventare quella che è oggi: un centro vivo sia dal punto di vista artistico che culturale.
Abbiamo approfittato degli ingressi gratuiti delle Giornate Europee del Patrimonio per regalarci un piccolo viaggio nella Torino dei Savoia, alla scoperta dei luoghi che raccontano la sua storia sabauda e l’eleganza di un tempo.
In poche ore siamo riusciti a visitare Palazzo Reale, passeggiare nei Giardini Reali, entrare a Palazzo Carignano con il suo Museo del Risorgimento, e infine ammirare le esposizioni d’arte di Palazzo Madama in Piazza Castello.
Anche se il tempo non è stato dei migliori, Torino ci ha davvero sorpreso: regale ma accogliente, ricca di fascino e di angoli da scoprire. Una giornata non basta per conoscerla, ma è stato un ottimo inizio.

Dalla Torino romana alla Torino dei Re
Iniziamo la nostra giornata torinese dal Lungo Dora, dove di solito lasciamo la macchina. Qui, infatti, ci sono diversi parcheggi gratuiti e si è ad una decina di minuti a piedi dal centro storico.
Parcheggiare a Torino non è per nulla facile.
Nelle aree nord dei quartieri Aurora e Regio Parco, in Lungo Dora Savona, Lungo Dora Agrigento, Lungo Dora Firenze, via Borgo Dora e tra Corso Palermo e Corso XI Febbraio è possibile parcheggiare gratuitamente.
Anche la zona tra Corso Palermo e via Cigna offre stalli bianchi, a 15-20 minuti a piedi dal centro
La sosta sulle strisce blu è generalmente gratuita la domenica e nei giorni festivi
Le Porte Palatine
Appena superato Corso Regina Margherita ecco che appare sulla destra il profilo della Porta Palatina , una delle poche testimonianze del passato romano della città attraverso cui gli antichi accedevano alla Julia Augusta Taurinorum, l’accampamento romano.
La Porta Palatina era una delle quattro porte d’accesso alla città, situata sul lato settentrionale, verso la strada per Mediolanum, in un Parco Archeologico di quasi 20.000 metri quadri di verde.
E’ un’opera monumentale realizzata in laterizio e formata da due torri a sedici lati, alte più di trenta metri, erette ai lati di un corpo centrale lungo una ventina di metri all’interno del quale si aprono due passaggi carrai centrali e due piccoli accessi pedonali laterali.
Ancora oggi rimane uno dei simboli della città e tappa obbligata per chi visita il centro storico.
Duomo di San Giovanni
Di fianco si trovano il Museo di Antichità, uno dei più antichi musei archeologici d’Europa, e il Duomo di San Giovanni, preziosa testimonianza di architettura rinascimentale in città.
La particolarità del duomo è quella di custodire, nella splendida cappella barocca progettata da Guarino Guarini, la celebre Sacra Sindone.
Entrambi i luoghi meritano una visita più approfondita: li abbiamo quindi lasciati per una prossima occasione, da esplorare con la giusta calma.

Palazzo Chiablese
Il primo edificio reale che incontriamo si nasconde dietro una sobria facciata in laterizio. E’ Palazzo Chiablese.
Situato tra Palazzo Reale e la chiesa di San Lorenzo fu assegnato da re Carlo Emanuele III al figlio secondogenito Benedetto Maurizio, duca del Chiablese. affidando il compito di rinnovare ed estendere gli appartamenti a Benedetto Alfieri.
Ne risultarono interni riccamente decorati con stucchi, boiseries e specchi, oltre a un maestoso scalone in marmo facente parte dell’itinerario di visita che può avvenire esclusivamente su prenotazione.

Piazzetta Reale
Tra il Duomo di San Giovanni e Palazzo Reale un passaggio coperto ad arco permette di raggiungere a piedi la Piazzetta Reale.
Progettata nell’Ottocento e separata da Piazza Castello dalla monumentale cancellata in ferro e ghisa di Pelagio Palagi, è
un elegante spazio barocco pensato per essere il cuore del potere sabaudo, luogo di confine tra la il potere disnastico e la cittdinanza.
E’ uno dei punti più scenografici del centro storico torinesee per ammirarla al meglio consiglio di posizionarsi al centro della piazzetta per abbracciare con lo sguardo la facciata barocca del Palazzo Reale, la Chiesa di San Lorenzo sulla destra e l’Armeria Reale.
Vi consiglio di fermarvi vicino alla cancellata d’ingresso decorata con le statue dorate dei Dioscuri (Castore e Polluce) realizzati da Abbondio Sangiorgio nel 1842 ed osservate le colonne monumentali in ghisa, i candelabri ornamentali, innovativi per l’epoca, e i pannelli centrali con il simbolo di Medusa.

Visita ai Musei Reali: Palazzo Reale
Palazzo Reale a Torino è la più importante tra le residenze sabaude in Piemonte.
Nato come palazzo vescovile alla fine del Cinquecento, divenne sede stabile della corte reale dopo il 1563, quando Emanuele Filiberto trasferì la capitale a Torino.
Carlo Emanuele I affidò all’architetto Ascanio Vitozzi il progetto per la costruzione di un nuovo palazzo adatto alle esigenze della corte sabauda.
I lavori proseguirono nel corso degli anni e solonel corso della seconda metà del ‘600 con le modifiche da Carlo Morello assunse l’aspetto attuale.
La facciata su Piazza Castello è solenne e severa, con un corpo centrale tra due ali più alte e padiglioni laterali simmetrici, interrotti dalla maestosa Cappella della Sindone.

Nella parte retrostante la reggia si estendono, i Giardini Reali, realizzati su emulazione dei grandi giardini che in quel periodo venivano progettati per le residenze nobiliari in tutta Europa.
La parte più bassa, accessibile liberamente dal pubblico, rappresenta il primo esempio di giardino pubblico della città.
La visita di Palazzo Reale fa parte ormai da molti anni di un più ampio percorso che comprende tutti i Musei Reali di Torino ed è accessibile con biglietto unico che permette di accedere agli Appartamenti reali, all’Armeria Reale, alla Cappella della Sindone, alla Galleria Sabauda, al Museo di Antichità e ai Giardini Reali.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, come nel nostro caso, si accede gratuitamente ed il programma di solito include visite tematiche accompagnate da volontari ed approfondimenti con curatori oltrechè attività dedicate alle famiglie.
Informazioni di visita dei Musei Reali
🎟️ Biglietto €15 intero (€2 ridotto), include Palazzo Reale con Appartamenti, Armeria Reale, Galleria Sabauda, Museo di Antichità e Biblioteca Reale. Gratuito per < 18 anni UE e prima domenica del mese. Audioguida €5
📅 Aperti martedì-domenica 9-19 (ultimo ingresso 18), chiuso lunedì. Ingresso da Piazzetta Reale 1 (Piazza Castello). Consigliata la prenotazione.
⏰ Tempo consigliato 2-4 ore; 📸 foto consentite (no flash),
☕ Caffetteria interna e bagni

Appartamenti dei Principi a Palazzo Reale
L’offerta museale per le Giornate del Patrimonio comprende una visita guidata agli Appartamenti del secondo piano nobile e una vista libera alla restante parte dei Musei Reali.
Il percorso inizia dalla splendida Scala delle Forbici, progettata da Filippo Juvarra, che conduce agli Appartamenti di Rappresentanza e alle sale che ospitarono Umberto II di Savoia e Maria Josè, conosciuti come gli Appartamenti dei Principi.
Le camere del secondo piano nobile erano la dimora nuziale degli eredi al trono, continuamente rinnovate e adattate di generazione in generazione.
Gli Appartamenti dei Principi erano collegati alle Sale di rappresentanza attraverso la Scala delle Forbici, uno dei capolavori dell’architettura europea del Settecento, realizzata dall’architetto Juvarra con una struttura a tenaglia.
🏛️ La Scala delle Forbici deve il suo nome dalle forbici scolpite nella volta, un tocco ironico voluto da Juvarra contro chi dubitava della stabilità della scala per via del’l’assenza di sostegni centrali.
Le stanze si susseguono una più ricca dell’altra: arazzi fiamminghi alle pareti, mobili intarsiati, lampadari di cristallo che riflettono la luce sui soffitti dorati. Passiamo dalla Sala del Trono alla Camera da Letto di Maria Josè, con il suo letto a baldacchino e gli specchi antichi, fino alle sale di Umberto II.
Il Secondo Piano di Palazzo Reale a Torino è accessibile al pubblico solamente durante occasioni speciali.

Sale di Rappresentanza
Terminata la visita guidata si scende al primo piano, dove ci accoglie il Salone degli Svizzeri, la sala di rappresentanza dedicata alle celebrazioni e ai festeggiamenti, con la sua volta affrescata a cassettoni e i busti dei Savoia.
Il piano riflette le ristrutturazioni di varie epoche, in particolare quelle seicentesche e quelle ottocentesche guidate da Pelagio Palagi per Carlo Alberto.
Ogni ambiente è un’immersione nell’atmosfera del lusso di corte tra pavimenti in legno, soffitti intagliati, mobili di pregio, arazzi.
Attraversiamo ammirati le varie camere: la Sala del Trono, con il seggio sopraelevato incorniciato da uno sfarzoso baldacchino, la Sala del Consiglio dai preziosi arredi in stile eclettico, il fine Gabinetto Cinese, la Galleria del Daniel, con gli specchi che moltiplicano l’infinito, la Sala da Pranzo con la tavola apparecchiata con stoviglie d’epoca e la Sala da Ballo, ultima della visita, con le 22 colonne in marmo bianco di Carrara e gli eleganti lampadari in cristallo di Boemia.
Armeria Reale
Dopo il piano nobile, ci spostiamo all’Armeria Reale.
E’ stata aperta al pubblico nel 1837 e fu voluta da Carlo Alberto che desiderava creare una collezione sull’esempio di altre armerie reali europee.
Si compone non solo delle collezioni d’armi dei Savoia, ma anche di altre collezioni che vennero acquistate per ampliare l’esposione, come quella di Sanquirico.
Le sale dedicate all’Armeria sono tre: La Rotonda con vetrinette che ospitano le armi più recenti dal XVII secolo a XX, la sala del Medagliere Reale che espone armi orientali e la magnifica Galleria del Beaumont armi e armature del XII-XVII secolo.
La Galleria del Beaumont è senza dubbio la più impressionante: armature complete alte due metri, elmi piumati, spade con impugnature tempestate di pietre. Nella Rotonda armi più moderne dal Seicento in poi, mentre la Sala del Medagliere stupisce con sciabole orientali decorate.
Nella Giornate del Patrimonio è possibile partecipare a visite tematiche che raccontano l’artigianato dietro ogni pezzo. Noi abbiamo avuto l’occasione di approfondire la conoscenza della Spada del Riccio, una delle armi più preziose dell’Armeria Reale di Torino.

Biblioteca Reale
Prossima tappa della nostra visita ai Musei Reali di Torino è la Biblioteca Reale.
Questo ambiente è uno dei miei preferiti di tutta la visita al Palazzo Reale.
Fu fondata nel 1831 da Carlo Alberto e custodisce oltre 200.000 volumi, 4.500 manoscritti, 3.000 disegni, tra cui 13 fogli di Leonardo da Vinci come l’Autoritratto e il Codice sul volo degli uccelli, oltre a pergamene e incisioni rare.
Venne allestita nell’ala sottostante la Galleria del Beaumont da Pelagio Palagi con librerie lignee a doppia altezza e volte affrescate a monocromo dalle Arti e le Scienze.
Per chi ama i libri e la cultura rappresenta un patrimionio ed una visione incredibile!
Normalmente l’itinerario dei Musei Reali è ancora lungo e prosegue con la Cappella della Sindone di Guarino Guarini, la Galleria Sabauda con i suoi capolavori e il Museo di Antichità con reperti egizi e romani.
Questa volta non li abbiamo inclusi, ma meritano assolutamente una visita dedicata e torneremo sicuramente per vederli.
Caffetteria Reale
Dopo tutto questo girare tra le sale ci vuole senza dubbio una pausa e noi abbiamo deciso di approfittare della Caffetteria Reale ricavata al primo piano negli ambienti storici di Palazzo Reale.
Questo elegante locale, a cui si accede attraverso il Cortile d’Onore, occupa gli spazi dell’antico Servizio di Frutteria, un luogo settecentesco riservato alla conservazione della frutta e delle porcellane pregiate.
L’ambiente lascia a bocca aperta per i suoi soffitti affrescati del 1846, gli armadi a vetro colmi di argenterie, teiere e porcellane sabaude, e le sedie ricamate con lo stemma reale.
Qui si possono consumare colazioni “da re”, ad esempio con il classico bicerin, i croissants bicolore e varietà di paste dolci, ma anche pranzi leggeri e aperitivi.
Consiglio di andare a cuoriosare perchè è un luogo eccezionale!


Giardini di Palazzo Reale
Passeggiata nei Giardini Reali
I Giardini Reali sono una vasta zona verde urbana dall’alto valore storico e monumentale. Si estendono per circa sette ettari, racchiusi ancora oggi dai bastioni delle antiche mura.
Si trovano dietro il Palazzo e l’Armeria Reale e vi si accede gratuitamente dalla Piazzetta Reale.
Il primo impianto, all’italiana con fontane e grotte, risale al XVI secolo durante il regno di Emanuele Filiberto di Savoia, mentre tra la fine del Seicento e dell’Ottocento vennero rielaborati con parterre alla francese, fontane e viali alberati.
In particolare fu l’architetto André Le Nôtre a modificarli ispirandosi a quelli della Reggia di Versailles, mentre Paolo Pejrone tra il 2008 e il 2021 realizzò il boschetto e le aree verdi contemporanee.
Le specie arboree e floreali che arricchiscono l’area sono molto numerose ed alcune anche particolari come il grande Ginkgo Biloba, una delle più antiche specie arboree viventi sulla Terra, le rose Bar-Pey, varietà realizzata appositamente per il giardino, l’albero delle Lanterne Cinesi, originario dell’estremo Oriente, ed i platani centenari.
Passeggiando si attraversano il formale Giardino Ducale, il Giardino di Levante con la Fontana dei Tritoni e il Boschetto ottocentesco, tra grandi alberi, scorci su Palazzo Reale e la Mole Antoneliana, fontane e installazioni contemporanee come Pietre preziose di Giulio Paolini.
I Giardini Reale di Torino sono uno spazio interessante sia per la storia del paesaggio sabaudo sia per una pausa tranquilla nel pieno centro città. Non lasciateveli scappare.
🎟️ L’accesso ai Giardini Reali sono senza barriere architettoniche e accessibili con cani al guinzaglio.
📅 Aperti da martedì a domenica dalle 8:30 alle 17 (ultimo ingresso 16:30, estivi fino 19), l’ingresso è gratuito e libero, separato dal biglietto dei Musei Reali (€15).
Per una passeggiata completa bastano 30-60 minuti con scarpe comode.
Le stagioni consigliate sono la primavera e l’autunno per le fioriture ed il foliage.

Palazzo Madama: icona barocca dei Savoia
Prossima tappa del nostro itinerario di visita alla Torino dei Savoia è Palazzo Madama.
Questo elegante edificio è sede del Museo Civico d’Arte Antica e si erge maestoso al centro di Piazza Castello, di fronte a Palazzo Reale, cuore pulsante della Torino sabauda.
Palazzo Madama nacque come antica fortezza medievale dei principi d’Acaja e solo nel XVII secolo venne trasformata in palazzo residenziale su volere di Madama Maria Cristina di Borbone (da cuiil nome), vedova di Vittorio Amedeo I.
Dal 1848 al 1864 fu sede del Senato Subalpino, il primo Parlamento italiano, e divenne il simbolo del Risorgimento sabaudo.
Dichiarato Patrimonio UNESCO, rappresenta l’evoluzione da fortezza militare a reggia barocca.
Già da fuori il palazzo ha un che di suggestivo perchè rileva, attraverso diversi stili architettonici, le epoche che hanno contraddistinto la sua storia.

La facciata gotica rivolta verso Via Verdi, caratterizzata da due grosse torri, è quella appartenente al Castello degli Acaja risalente ai primi anni del Trecento e costruito inglobando i resti della porta Pretoria romana, le cui colonne sono ancora visibili all’interno.
Nel Palazzo Madama è inserita un’altra porta antica, quella di Fibellona, appartenente al castrum del XII e visibile lungo la scala che scende nei sotterranei.
La facciata su Piazza Castello rivolta verso Via Garibaldi fa parte del lavoro di restauro iniziato nel 1600 per cedere il passo alla moda barocca e renderlo confortevole a Madama Cristina che qui spostò la sua residenza.
Fu completata dall’o Juvarra’archetetto Filippo Juvarra che ideò anche lo splendido scalone interno.
Il suo intento era di farne una reggia neoclassica simmetrica al Palazzo Reale e a questo scopo aggiunse colonne binate e un timpano curvilineo.
Oggi Palazzo Madama ospita nel Museo Civico d’Arte Antica numerose collezioni e opere d’arte risalenti a diversi periodi storici.
Il percorso di visita si articola su quattro piani e rappresenta un piccolo viaggio attraverso 2000 anni di storia, dal Lapidario Romano al Barocco.
Per seguire un ordine temporale potete iniziare dai sotterranei, dove sono esposti i reperti archeologici e il Lapidario medievale.
Qui sono evidenti le origini romane e altomedievali del palazzo grazie alla presenza di capitelli, iscrizioni, frammenti scultorei e resti della fortificazione antica.
Su questo piano si percepisce bene come il palazzo attuale poggi su un castrum medievale e su una precedente porta romana.

Salendo al piano terra, si entra nel cuore del percorso dedicato all’arte gotica e rinascimentale.
Le sale raccolgono opere provenienti da chiese e abbazie del territorio, tra cui le testimonianze legate all’Abbazia di Staffarda, sculture lignee policrome, polittici e preziose oreficerie.
Nella Torre del Tesoro è conservato il celebre “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, uno dei capolavori assoluti del museo, affiancato da altre opere rinascimentali che permettono di confrontare scuole e stili differenti.
Il percorso prosegue poi al primo piano, dedicato ai tesori barocchi e all’arte di età moderna.
Qui le sale storiche del palazzo ospitano mobili intarsiati, argenti, porcellane, arazzi, dipinti e apparati decorativi che ricreano l’atmosfera delle residenze nobiliari sabaude.
Ammirate anche i meravigliosi soffitti affrescati, gli stucchi e le decorazioni originali.
Salendo al secondo piano, il museo si concentra sulle arti decorative: ceramiche, vetri, merletti, abiti, gioielli e oggetti d’uso quotidiano raccontano la vita nelle dimore nobili e borghesi tra Seicento e Ottocento.

Le vetrine tematiche permettono di seguire l’evoluzione delle tecniche e del gusto.
Noi siamo rimasti affascinati dalla vista che si gode dalle grandi finestre che aprono scorci suggestivi sui tetti del centro storico e su Piazza Castello e dalla presenza di spazi di sosta e lettura dove fermarsi a riposare e ammirare il panorama.
Prima di concludere la visita, vale la pena di percorrere il magnifico Scalone di Juvarra, con la sua scenografica scala a doppia rampa, che rappresenta una delle immagini più iconiche di Palazzo Madama e chiude idealmente il percorso tra medioevo, barocco e memoria sabauda.
Vale, inoltre, la pena soffermarsi nella corte medievale coperta il cui pavimento, in parte trasparente, lascia intravedere le strutture più antiche del castrum, offrendo un colpo d’occhio unico sulla stratificazione del palazzo.
Ultimissima chicca, che purtroppo non abbiamo potuto visitare, il Giardino Medievale interno che offre una collezione botanica tematica con piante officinali e ornamentali rinascimentali, accanto a resti archeologici e sculture medievali a cielo aperto.
Sembra un’oasi di pace perfetta per una pausa contemplativa nel cuore sabaudo di Torino.
Informazioni di visita di Palazzo Madama
🎟️ Biglietto €10 intero (€8 ridotto), include mostre permanenti e giardino medievale. Le mostre temporanee hanno spesso biglietto separato o maggiorato. Gratuito per < 18 anni UE e prima domenica del mese. Audioguida €5. Deposito bagagli gratuito all’atrio.
📅 Aperti lunedì e da mercoledi-domenica 10-18 (ultimo ingresso 17), chiuso martedì. Ingresso da Piazza Castello 15. Consigliata la prenotazione.
⏰ Tempo consigliato 1,5-2 ore; 📸 foto consentite (no flash),
☕ Caffetteria interna, bookshop e bagni

Palazzo Carignano: la culla del Risorgimento torinese
Concludiamo la nostra visita alla Torino dei Savoia a Palazzo Carignano per partecipare ad un evento gratuito offerto durante la Giornata del Patrimonio.
Palazzo Carignano è senza dubbio uno degli edifici che meglio rappresentano l’architettura barocca a Torino.
La sua costruzione venne commissionata da Emanuele Filiberto dei Carignano-Savoia a Guarino Guarini, artista eclettico e suo amico, che progettò un edificio con pianta a U caratterizzato da linee sinuose che si ripetono nei vari elementi con armonia e precise simmetrie.
Il fulcro del palazzo è rappresentato dal corpo centrale a pianta elittica che si ripropone non solo nell’androne, ma anche al piano superiore nell’aula sede del Parlamento Subalpino, inizialmente concepita come Sala da Ballo, e nei locali sotterranei delle cucine ed è perfettamente visibile nel movimento della facciata esterna.
Per ampliarlo e far posto al Parlamento Italiano quando Torino divenne capitale, il palazzo venne raddoppiato innalzando l’ala che si affaccia su Piazza Carlo Alberto.
All’interno di questo gioiello sabaudo si trovano due musei distinti: il Museo Nazionale del Risorgimento, con le sue ricche collezioni di armi, uniformi e memorie dell’Unità d’Italia, e gli Appartamenti Reali, residenza dei Principi di Carignano che sono stati il soggetto della nostra visita guidata.
Questi musei sono due realtà distinte, con due modalità di visita ed accessi diversi.

Museo del Risorgimento
Il nostro itinerario speciale parte dal magnifico scalone monumentale che conduce al Parlamento Subalpino.
Questa scala è uno degli elementi più scenografici dell’edificio e un autentico capolavoro di Guarino Guarini.
Fa parte del doppio scalone curvilineo simmetrico che si apre dall’atrio ovale centrale, dove otto coppie di colonne ne definiscono la struttura con equilibrio ed eleganza.
Le rampe ellissoidali, con le loro curve morbide, insieme a gradini e nicchie , creano giochi prospettici sorprendenti, accompagnando il percorso dal piano terreno al piano nobile, un tempo sede dell’aula parlamentare.
Emblema del barocco piemontese, lo scalone rappresenta anche il percorso cerimoniale dei Savoia: una salita simbolica che unisce architettura, potere e aspirazione alla gloria.
Il Parlamento Subalpino fa parte del percorso del Museo del Risorgimento, ma nella nostra visita guidata agli appartamenti ci viene permesso di affacciarci brevemente da una piccola apertura per godere della bellezza dell’unica aula parlamentare del 1848 rimasta integra in tutta Europa.
E’ emozionante pensare che si è fatta la storia d’Italia!
La Camera dei Deputati è il cuore ellittico di Palazzo Carignano, adattato nel 1848 da Carlo Sada.
Si apre maestosa sotto la cupola del Guarini con 308 scranni lignei dorati disposti a semicerchio cremisi, banchi in noce intarsiato, soffitto affrescato e luminoso che, dopo il restauro, restituisce tutta la luminosità originaria dell’ambiente.
Lasciamo la sala, iniziando la visitata guidata agli Appartamenti dei Principi, con la consapevolezza di trovarci in un luogo dove si è scritta una pagina decisiva della storia italiana, tra dibattiti e decisioni che hanno accompagnato e guidato il cammino verso l’Unità.
Informazioni di visita del Museo del Risorgimento
🎟️ Biglietto €12 intero (€10 ridotto over65/gruppi; €6 20-26 anni; €4 6-19), include Museo e Aula Subalpina. Gratuito per < 18 anni UE e prima domenica del mese. Audioguida Web App inclusa
📅 Aperti martedi-domenica 10-18 (ultimo ingresso 17), chiuso lunedì. Ingresso da Via Accademia Scienze 5. Consigliata la prenotazione per i gruppi.
⏰ Tempo consigliato 2 ore; 📸 foto consentite (no flash),
☕ Bookshop, bagni; visite guidate sab-dom 15:30 (prenotare)

Appartamenti dei Principi di Carignano
Gli Appartamenti dei Principi di Carignano sono separati dall’atrio guariniano in due distinti ambienti: l’Appartamento di Mezzogiorno, posto nella manica sud, e l’Appartamento di Mezzanotte, situato nella manica nord.
Questi sono gli ambienti privati settecenteschi che furono la residenza dei principi Savoia-Carignano fino al 1838, quando la residenza reale venne spostata nel palazzo Reale. A Palazzo Carignano nacquero Re Carlo Alberto e Re Vittorio Emanuele II.

Gli appartamenti di Mezzogiorno e le cucine
Ridiscesi, nell’androne varcando un’altra porta si accede all’ala di mezzogiorno del Palazzo Carignano dedicata agli Appartamenti Reali.
I primi ambienti che ci accolgono ospitano pannelli esplicativi che riassumono la storia del ramo cadetto dei Savoia-Carignano, committenti del palazzo.
Già qui emergono i soffitti affrescati dal Legnanino, con quel tocco illusionistico che anticipai meravigliosi decori delle camere successive.
L’Appartamento di Mezzogiorno lascia a bocca aperta: boiserie dorate che ricoprono le pareti, specchi enormi e camini scolpiti.
Nella Sala delle Battaglie, tele di scontri eroici si alternano al soffitto dove il Legnanino ha dipinto Mercurio che porta, tra nubi e drappi, gli occhi di Argo a Giunone, simbolo di astuzia divina tra nubi e drappi; poco oltre, la Sala delle Stagioni incanta con le Storie di Ercole che danzano tra glorie mitiche.
E’ un trionfo di luce e colore chetrasporta nel cuore della corte principesca.

L’itinerario di visita degli Appartamenti dei Principi di Carignano comprende due sfarzose camere da letto e la riproduzione fedele della camera da letto di re Carlo Alberto di Savoia nella villa Entre Quintas a Oporto, dove il sovrano passò in esilio gli ultimi momenti della sua vita.
Nella camera da letto dell’Appartamento di Mezzogiorno troneggia un letto a baldacchino con decori dorati e tessuti rosso porpora. Questo pezzo non è originale, ma è perfetto per evocare l’importanza di questo ambiente dove nel 1820 venne dato alla luce il primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II.
Accanto, un piccolo salottino intimo fungeva da studio di Camillo Benso Conte di Cavour, che qui risiedette durante i suoi soggiorni torinesi, tra carte e decisioni che forgiarono l’Unità d’Italia.
Una delle sale interessanti di quest’ala è la riproduzione fedele della camera da letto di re Carlo Alberto nella villa Entre Quintas a Oporto durante il suo periodo di esilio. Si contraddistingue per uno stile biedermeier sobrio, la litografia Gonçalo Gonin e la volta affrescata dalle Nozze di Giove e Giunone di Rocco Comaneddi.
Superate questi magnifici ambienti imbocchiamo una semplice ma particolare scaletta elicoidale che ci conduce al piano sotterraneo dove un tempo c’erano le cucine.
Purtroppo delle cucine principesche non rimane quasi nulla, salvo un forno antico e un montacarichi originale.
Le pareti intonacate di bianco, però, esaltano le curvature barocche geniali di Guarini, fluide e armoniose.

Gli appartamenti di Mezzanotte
Ne scaturisce un ambiente modernissimo, che sfida il tempo con linee pure e prospettive audaci.
Dopo aver attraversato gli spazi delle cucine si risale un’altra scala elicoidale, posta in perfetta simmetria con la prima, per entrare nell’Appartamento di Mezzanotte.
Qui ci accoglie la camera da letto di Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano, il principe sordo e affascinante, nato dall’unione tra Tommaso Francesco e Maria di Borbone, grande committente del palazzo.
Affrescata dal Legnanino già dal 1695, era tappezzata in damasco verde. Sul camino troneggiava, tra arredi e quadri d’epoca, il suo ritratto equestre, oggi scomparso.
La volta, sopravvissuta ai secoli, è un trionfo illusionistico con l’Apoteosi di Vittorio Amedeo al centro di archi e lunette.
L’ultimo passaggio nell’Appartamento di Mezzanotte avviene attraverso il lungo corridoio detto “Galleria”, uno snodo storico che divide le sale verso il cortile da quelle su via Cesare Battisti.
Le pareti sono spoglie, ma con curvature guariniane tutte barocche. Furono decorate Pietro Somasso da stucchi innovativi che riportano delicati elementi vegetali, 18 lesene per lato, originariamente ricoperte di specchi, intervallate da 14 nicchie che un tempo contenevano dipinti.
Sulla volta a botte Legnanino affrescò 8 ovali con divinità e piccoli quadri a monocromo.
Nonostante la Galleria venne danneggiata dai bombardamenti del 1943 rimane ancora evocativa chiudendo in bellezza questa visita negli Appartamenti Principeschi.
Informazioni di visita degli Appartamenti dei Principi Carignano
🎟️ Biglietto €5 intero (€2 ridotto), include Appartamenti Principeschi. Gratuito per < 18 anni UE e prima domenica del mese. visite accompagnate in gruppo, max 25 persone
📅 Aperti sabato, domenica e festivi 10.00-13.00 e 14.15-18.00 (ultimo ingresso 17.00). Ingresso da Via Accademia Scienze 5. Consigliata la prenotazione.
⏰ Tempo consigliato 50 min; 📸 foto consentite (no flash),
☕ Guardaroba e Bagni

La Torino dei Savoia oltre i circuiti più noti
Il mio itinerario ha toccato i palazzi più importanti della Torino dei Re, quelli che meglio raccontano il potere e la rappresentanza dei Savoia.
Esistono, però, altri luoghi che contribuiscono a completare questo racconto.
Sono residenze, spazi amministrativi e architetture legate alla vita di corte, meno immediati, ma altrettanto significativi per comprendere davvero l’anima della capitale sabauda.
Se hai più tempo a disposizione, vale quindi la pena ampliare lo sguardo e includere anche queste tappe che completano il racconto della città sabauda.
Alcune sono oggi visitabili, altri in fase di recupero, ma tutte contribuiscono a restituire l’immagine di una città viva e articolata.


Castello del Valentino
Castello del Valentino
Tra questi luoghi alternativi spicca il Castello del Valentino, una delle residenze più eleganti della corte Sabauda.
La sua posizione è in un certo senso bucolica, immerso nell’omoniomo parco, sulle rive del fiume Po.
Le sue origini risalgono al XVI secolo come villa fluviale, ma il suo aspetto attuale si deve in gran parte agli interventi voluti dal 1620 dalla duchessa Cristina di Francia dopo la sua acquisizione da parte Duca Emanuele Filiberto di Savoia.
Gli esterni del Castello del Valentino si distinguono per un’eleganza sobria ma molto riconoscibile. L’edificio ha una pianta a ferro di cavallo aperta verso il Po e una lunga facciata in mattoni a vista in cu si alternano finestre regolari.
Ai quattro angoli si trovano torri con tetti spioventi “alla francese”, rivestiti in ardesia scura: un dettaglio che lo rende diverso dagli altri palazzi torinesi e richiama lo stile delle residenze d’Oltralpe.
Il contrasto tra il rosso dei mattoni e il grigio dei tetti è uno degli elementi che colpisce di più.

Inserito nel verde del Parco del Valentino e affacciato sul fiume Po, il castello trasmette subito l’idea di una residenza di corte elegante ma anche piacevole da vivere, pensata non solo per rappresentare il potere, ma anche per godere della natura circostante.
Gli interni del Castello del Valentino sono più sobri rispetto alle altre residenze sabaude, ma gli ambienti hanno comunque grande fascino.
Le sue sale storiche sono caratterizze decorazioni eleganti, soffitti affrescati e alcuni dettagli originali che raccontano la vita di corte
Il castello è sede storica del Politecnico di Torino, quindi non è visitabile in via continuativa.
Ogni sabato, però, è possibile accedere tramite visite guidate ad alcuni degli ambienti interni, tra cui i saloni di rappresentanza, la sala delle colonne e la cappella al piano terreno .
Questo rende la visita ancora più interessante, perché permette di scoprire un luogo meno turistico ma molto autentico della Torino sabauda.
Informazioni di visita del Castello del Valentino
🎟️ Ingresso gartuito. Solo visite guidate in gruppo, max 20 persone
📅 Aperti sabato 10.00-12.00 . Ingresso Viale Pier Andrea Mattioli, 39. Solo su prenotazione.
⏰ Tempo consigliato 1h

Villa della Regina
Un altro luogo della Torino dei Savoia che merita una tappa è la Villa della Regina.
Questa residenza collinare, immersa nel verde e nei vigneti, offre una prospettiva diversa sulla Torino dei Savoia.
La villa era destinata alla vita privata della corte, lontano dalla dimensione ufficiale dei grandi palazzi cittadini.
La Villa della Regina, progettata da Ascanio Vitozzi nel 1615 è un eccellente esempio di architettura barocca romana-sabauda del XVII secolo.
Originariamente costruita come vigna collinare per il cardinale Maurizio di Savoia, deve il suo nome al fatto di essere stata, nel corso del Settecento, la dimora prediletta e la residenza abituale di molte regine e duchesse sabaude.
L’esterno si presenta elegante e armoniosa, con un corpo centrale a due piani affacciato sui giardini terrazzati che scendono lungo il pendio e da cui si apre anche un’ampia vista sulla città.
Gli interni, visitabili, conservano ambienti riccamente decorati, tra affreschi, stucchi e arredi che restituiscono l’idea dell’atmosfera raffinata della vita di corte.
I giardini all’italiana di Villa della Regina e la sua vigna storica, oggi recuperata e nuovamente produttiva, sono parti imprescindibili della visita.
Si sviluppano su più terrazze con un disegno ordinato scandito da viali, scalinate e fontane che accompagnano lungo la salita sula collina. Un percorso da non perdere tra padiglioni, giochi d’acqua, grotte e panorami sempre diversi sulla città.
Informazioni di visita di Villa della Regina
🎟️ Biglietto Villa+Giardini €10 Giardini €5 intero (€2 ridotto). Gratuito per < 18 anni UE e prima domenica del mese.
📅 Aperti martedi-domenica e festivi 09.30-18.00 (ultimo ingresso 17.00) lunedi chiuso. Ingresso da Strada Comunale Santa Margherita, 79. Consigliata la prenotazione.
⏰ Tempo consigliato 2h; 📸 foto consentite (no flash).

Luoghi di governo e della corte Sabauda
Intorno al Palazzo Reale e agli altri luoghi di corte e potere, tra la centrale Piazza Castello e Via Verdi, c’era un complesso sistema di edifici atti ad ospitare il governo e i suoi uffici, ora dichiarati Patrimionio Unesco.
Per questo motivo, nell’itinerario alla scoperta della Torino dei Re, non possono mancare i luoghi legati all’amministrazione e alla vita culturale.
Sono le Regie Segreterie, ora Prefettura, l’Archivio di Stato di Torino, custode della memoria storica del Regno, la Regia Zecca, dove si batteva moneta.
Non mancano poi gli spazi dedicati alla rappresentazione e alla formazione dell’élite: il Teatro Regio, simbolo della vita culturale torinese, l’Accademia Reale e la Cavallerizza Reale, complesso legato all’addestramento e alla formazione della corte.
Alcuni di questi luoghi non sono sempre accessibili o lo sono solo in occasioni particolari, ma meritano comunque di essere citati per chi desidera approfondire e costruire un itinerario ancora più completo nella Torino dei Savoia.
Spero che questo itinerario alla scoperta della Torino dei Savoia ti sia stato utile per orientarti tra palazzi e residenze.
Come avrai visto, un solo giorno non basta per vedere tutto, ed è proprio questo il bello: avere sempre un buon motivo per tornare. Io di sicuro lo faro!

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